
by Maurizio
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La mente scava nell’archivio dei ricordi di agonista…ripercorre anni di prese e magnesio respirato, anni di gioventù carichi di emozioni e di giornate passate ad aspettare il proprio turno di partenza, per poi erogare tutti i “cavalli” repressi su quelle poche o tante prese, che a seconda dello stato di forma si facevano prendere o solo accarezzare…stop sono arrivato…l’ultima coppa Italia Lead a Padova risale al 1998, nell’allora recente struttura del Parco Brentella, promossa e “costruita” con grande passione da alcuni membri “visionari” del CAI e da altri collaboratori, naturalmente con l’aiuto economico e concessione del lungimirante Comune di Padova.
Ricordo ancora la bella giornata che ci ha accompagnato e l’entusiasmo degli atleti eravamo più di 90, 70 uomini e 20 donne…c’era anche il “vecchio” visionario Sergio Billoro che da buon alpinista convertito al “movimento” tifava tutti…si son classificati ai primi posti i “soliti” che hanno fatto la storia dell’arrampicata sportiva in Italia…su delle vie tracciate da chi ha contribuito a render questa attività un’arte: Leonardo Di Marino.
Oggi come allora il tracciatore è lo stesso con l’aiuto dell’”apprendista” Luigi Billoro…la cornice è diversa, la struttura del Brentella è ormai troppo “fuori moda” per una competizione di questo livello, quindi abbiamo messo in campo uno dei migliori profili che si possono realizzare con la struttura dei DI Marino Brother’s…altezza 14 m strapiombo di 6 m.
Cornice Prato della Valle, direi una location degna e oltremodo suggestiva…patrocinio, concessione dell’area e per tutto quello che ha potuto il Comune di Padova non si è risparmiato, con uomini e mezzi e soprattutto disponibilità. Speakers d’eccezione Dario bolognesi, ormai “la voce” delle manifestazioni sportive e non di Padova (ricordiamo cha ha condotto la 24 ore di Run for children…bevendo solo una lattina di Coca Cola…) e Andreone Gabrielli dell’associazione coorganizzatrice ASP Padova, voce tecnica e autorevole, coadiuvati da Giovanna Passerini per ricordarsi che l’arrampicata è anche estetica e movimento.
Durante la settimana dal 21 al 23 settembre la struttura è stata a disposizione di chi voleva provare ad avvicinarsi alla pratica dell’arrampicata e naturalmente dei tracciatori che si sono consumati i neuroni e i polpastrelli, viste le temperature non proprio autunnali, per creare degli itinerari degni e “no giusti ma perfetti” per una competizione di livello nazionale.
La gara comincia la mattina del sabato con le due qualifiche open per gli atleti non qualificati di diritto alla semifinale. La musica sembra esser già di un “metallo pesante”, una sola catena raggiunta da quel diavolo di un Vettorata che anche con la corda sembra trovarsi a suo agio (non dimentichiamo che nella sue dita ha già un 8c+), bene anche gli atleti della società di casa Intellighenzia: Paset, Loreggian, Lorenzin, Catelan, Hobley, Camporese, Zaggia.
Nelle semifinali la musica cambia…ma soprattutto la temperatura, infatti sembra che il caldo si sia spostato da agosto verso l’autunno…creando non poche difficoltà agli atleti, ma soprattutto problemi anche per i tracciatori…sfortunatamente si rompe il cordino che teneva tutte le prese in sequenza della semi uomini…panico. Leo e luigi hanno comunque una memoria d’acciaio ( le dita non più…solo i muscoli parecchio “acciaiati e acciaccati”) e fra non poche difficoltà rimontano la semi perfettamente in ordine a tempo di record…esperienza? Qualcosina ormai…
La semifinale donne non regala catene ma permette a Jenny Lavarda di ribadire che è ancora dura da battere…poche prese ma pesanti la distaccano dalle inseguitrici Manuela Valsecchi e Sara Avoscan, più sottotono Andrea Ebner e Giada Zampa che comunque fanno una bella prova. Peccato per le due atlete di casa Chiara Vivian e Elena Bonfio che imbroccano una giornata sottotono, che le esclude dalla finale.
Nella semifinale uomini non proprio a sorpresa Martino Ischia dimostra che caldo o freddo …”io rimango attaccato…”, e mette la mano sulla presa più alta di tutti, a seguire Nicola de Mattia il “trattore del Cadore” che sembra veramente voler staccare le prese dal pannello, poi tre atleti pari merito sulla stessa presa Reffo “tremo ma tengo”, Bombardi “il torello di Sassuolo”, Stefano Ghisolfi “faccia d’angelo” ma dita d’acciaio. Buone anche le prove di Massimo Battaglia “daveroooo!”, Vettorata “Vettorello”, Arigoni claudio e Alessandro Zeni, una delle nuove leve del panorama nazionale.
Il tempo di smontare le semi e montare la finale femminile e parte della maschile, che gli speaker annunciano che a breve si ricomincia con le finali…
Cosa avranno partorito le menti logore di due quarantenni ammalati di strane geometrie…intanto due tonalità di prese che si sposano con il colore dei pannelli…giallo su sfondo grigio per la finale donne con due bei traversi..il primo da sx a dx con bei movimenti di piedi su due volumi neri e il secondo da dx a sx che abbraccia la bolla blu e spinge sulla bolla verde negativa…sembra lo schema di un game boy…invece qui bisogna tirare alla morte le prese con perizia di piedi…non è propriamente il solo pigiare i tasti di una consolle…so get ready and play the game…
Per la finale maschile un bel blu su sfondo grigio…con predominanza di prese svase sulla prima parte meno strapiombante…tanto per capire che si è in finale e dove non occorre solo tirare ma anche muovere il corpo con intelligenza motoria…una seconda parte più fisica con traverso in discesa per poi risalire verso la placca finale con bei movimenti affaticanti e approdare nella placca finale per dita “presenti”…riusciranno i nostri eroi ?...
Le donne si comportano molto bene a partire dalla Ebner che scala finalmente al suo livello…Zampar anche tira fuori la grinta, come anche Sara Avoscan che si ferma alla fine del secondo traverso, meglio di lei fanno la Manu Valsecchi che si spegne poche prese dopo e per finire Jenny che anche stavolta detta legge arrivando sulla placca finale…con l’impressione di poter chiudere la via ma stavolta le sfugge una tacca e si ferma sulla penultima presa. Brave bello spettacolo il pubblico apprezza…i tracciatori hanno fatto il loro onesto lavoro.
Per la finale maschile si accendono i fari sono ormai le 19.30…l’asfalto è bollente e gli atleti anche sono da due ore in isolamento…mentre i tracciatori tremano ansiosi di capire se sono ancora “onesti” o hanno fatto un passo troppo di troppo…
Vettorata primo a partire va come un razzo…sembra che ci siano dei pioli sulla parete, non accusa fatica arriva alla bolla blu prima della gran discesa e cerca di evitarla “tagliando” a dx…i tracciatori non sono stati proprio così disattenti…passaggio impossibile, vettorata cade e Luigi e Leo “stanno preoccupati”…troppo facile?...subito si capisce che il golden boy del bellunese ha fatto il garone…i successivi atleti si arenano nella prima parte di “movimento”, anche Alberto Gnerro che passeggia fino alla fine del traverso a sx, si perde con un improbabile “passeggiata sui pannelli” che lo fa scivolare anche in classifica…solo con Marcellino Bombardi si supera la bolla e si inizia la discesa verso la fine del pannello a 45° dove si comincia a risalire…ormai in riserva però anche Marcello si ferma 4 prese prima della placca…Silvietto sembra più fresco e passa il punto dove si è fermato Marcello…è ancora lucido ma tocca solo una delle ultime prese del 45°…chi arriverà più in alto?...Ci pensa Ghisolfi che parte veramente arrogante, voglioso di rimediare una semifinale forse un po’ sottotono per i suoi standard, sembra letteralmente correre…discesa salita, sgomma un piede, recupera e tocca la prima presa della placca finale…ovazione del pubblico!
Purtroppo gli ultimi due atleti che avevano ben impressionato in semifinale si arenano nella prima parte, forse troppo ansia o tensione accumulata?...Luigi e Leo erano sicuri dopo aver visto la semifinale che i due potevano regalare ancora emozioni…ma alla fine son risultati troppo emozionati!...
Cosa pensano i tracciatori alla fine, quando ormai le prese hanno dato i loro verdetti…c’è sempre da imparare, non bisogna mai esser troppo sicuri perché gli atleti son esseri umani e non sempre si trasformano in macchine da macinar prese come delle volte siamo portati a credere.
Si ringraziano tutti i ragazzi delle associazioni: Intellighenzia Project e ASP Padova che hanno contribuito affinchè la manifestazione diventasse una bella realtà.
E gli sponsor:
Andate a vedere qui le foto di Laura
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